5 tipi di contenuto che non dovrebbero mancare ad un sito e-commerce

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Ci sono 5 tipi di contenuto che ogni portale e-commerce dovrebbe ospitare sulle proprie pagine.

  1. Descrizioni di prodotto
  2. Descrizioni di categoria
  3. Contenuto per Newsletter
  4. Contenuti di approfondimento
  5. Sezione news / Blog

Vediamo insieme quali sono, come sono e perché sono indispensabili per raggiungere il successo sul web.

Andremo con ordine e vedremo i contenuti a partire da quello che proprio non può mancare fino a quello che può aspettare di essere inserito a tempo debito, una volta che il resto del negozio sarà stato sviluppato.

1. Descrizione di prodotto

Fondamentale per convincere il potenziale cliente all’acquisto è una buona panoramica del prodotto, delle sue caratteristiche, dei materiali e, possibilmente, una breve descrizione su misura per far leva sull’emotività del lettore.

Una descrizione di prodotto è breve ma accattivante, ispira il lettore e dipinge un’anteprima concreta dei vantaggi di possedere quell’oggetto. Facciamo un esempio di fantasia; non serviranno nemmeno le immagini perchè la descrizione del prodotto è molto completa.

Descrizione Prodotto

DOs & DON’Ts della descrizione di prodotto

  • Mai mentire! Meglio lasciare vuote delle voci (ad es. sul lavaggio) piuttosto che fornire informazioni errate;
  • Mai usare un lessico negativo che scoraggia l’utente e fa perdere fiducia nel prodotto;
  • Sì far leva sull’emotività del cliente, se il genere di articolo lo consente;
  • Sì citare le tendenze della stagione e sfruttare così il senso di “urgenza” dell’acquisto per adattarsi alla moda. Triste ma vero.

2. Descrizione di categoria

Da un punto di vista del volume e delle visite, il traffico principale di un e-commerce si dirige sulle cosiddette “pagine di categoria”, ovvero quelle che raccolgono una panoramica dei prodotti di un certo tipo. Esistono tre soggetti per la descrizione di categoria:

  • prodotti di un certo tipo (ad es. scarpe);
  • prodotti di un cerco marchio (ad es. Adidas);
  • prodotti di un certo tipo e di un certo marchio (ad es. scarpe Adidas).

La descrizione di categoria viene spesso posizionata in apertura della pagina, come nell’esempio di fantasia che segue, oppure a fine pagina, oppure ancora a lato pagina (in genere sotto i filtri) o in alcuni casi viene inserito un estratto in apertura della pagina e si continua a fine pagina.

Per ogni genere di categoria esiste la possibilità di attivare dei filtri di ricerca per restringere l’offerta dei prodotti in catalogo solo a quelli che interessano di più e creare sotto-categorie (ad es. scarpe da donna blu di Adidas).

Questo è un esempio semplice di descrizione della categoria “Abbigliamento”. Contiene links alle principali sotto-categorie e introduce il lettore alla pagina.

Categoria

Le descrizioni di categoria sono uno strumento importante per catturare il traffico di un gran numero di visitatori e aumentare i propri potenziali clienti. Le categoria principali raccolgono molti prodotti e si diramano in categorie più specifiche, proponendo man mano sempre meno prodotti, ma sempre più specifici.

I filtri di ricerca generano landing page che raccolgono prodotti che hanno caratteristiche precise, ad esempio è possibile vedere tutti i prodotti firmati Adidas, oppure tutte le scarpe sportive, oppure combinare i due filtri e ottenere i prodotti scarpe sportive da donna firmate Adidas.

Più complesso è un e-commerce, più ampia la sua proposta di prodotti, maggiori saranno le possibilità di incrociare i filtri di ricerca e di ottenere diverse landing page di categoria. Il grande potenziale che si nasconde dietro alla possibilità di ampliare le categorie è presto spiegato.

Categoria e-commerce = Keyword

Il nome della categoria di un e-commerce corrisponde anche al termine di ricerca (keyword) per il quale la pagina sarà indicizzata dai motori di ricerca e, quindi, trovata dagli utenti. Più generica la categoria (es. www.negozio-esempio.it/abbigliamento), più gettonata sarà la keyword (“abbigliamento”) e più difficile sarà raggiungere una buona posizione per quel termine di ricerca.

Raffinando la categoria con l’utilizzo di filtri e sotto-categorie si creano delle pagine più specifiche, relative alle cosiddette keywords “long tail” (termini di ricerca composti da molte parole) che hanno un volume di ricerca inferiore, sulle quali è più facile posizionarsi e che oltretutto attirano un pubblico con un interesse più focalizzato e quindi, verosimilmente, più incline all’acquisto.

Va da sé che la migliore strategia è quella di inserire contenuti ottimizzati prima di tutto nelle categorie principali, poi in ordine a seconda di quanto avanzato sia il filtro inserito, senza dimenticare nessuna combinazione e potenziale keyword.

DOs & DON’Ts della descrizione di categoria

  • Mai citare i singoli prodotti, che potrebbero essere sostituiti o esaurire;
  • Mai perdere il filo del discorso e allontanarsi dal soggetto della categoria;
  • Sì alla storia del brand o del genere di prodotto: crea sempre curiosità;
  • Sì ai links ad altre categorie per potenziare l’effetto SEO del contenuto.

3. Contenuti per Newsletter

Non solo contenuti da inserire sul proprio portale: è importante ricordare agli utenti su tutti i canali possibili chi siamo e cosa facciamo, mettendo in evidenza le offerte giuste per loro. C’è molto potenziale in questo genere di contenuti, che sono brevi ma performanti e sanno bene come dosare le parole.

Quello della newsletter è un mondo tutto da scoprire, in cui a farla da padroni sono le statistiche e un uso intelligente dei dati a disposizione sul cliente.

newsletter

Una buona newsletter dovrebbe fare un uso cosciente di quelli che si chiamano “Big Data”, ovvero delle informazioni specifiche sul cliente. Non viene inviato a tutti lo stesso contenuto, ma viene differenziato in base ai dati raccolti dalla navigazione del cliente per includere solo informazioni rilevanti e aumentare il tasso di conversione. Ad esempio:

  • il mio nome e cognome, infatti mi salutano con “Francesca”;
  • che sono una donna, infatti usano la versione femminile dell’aggettivo “Cara”;
  • la mia cronologia di navigazione recente sulla pagina delle scarpe, su cui avevo navigato senza concludere l’acquisto un paio di sere precedenti.

Questo è un esempio della nostra newsletter di update del blog.

DOs & DON’Ts della Newsletter

  • Non disperdere l’attenzione del lettore;
  • Non essere troppo promozionale;
  • Invia informazioni rilevanti;
  • Sfrutta tutti i dati a disposizione!

4. Contenuti di approfondimento

Come in un negozio vero e proprio, quando la commessa ci spiega dove sono i capi della nuova stagione e cosa, a sua detta, dovremmo ancora prendere in considerazione per completare l’abbinamento, anche su un e-commerce virtuale è possibile creare delle pagine di approfondimento che spieghino al potenziale cliente come sfruttare l’offerta e ottenere vantaggi sensibili.

Queste pagine, spesso, hanno una doppia valenza: guidano il lettore consigliando le giuste categorie e i giusti prodotti, ma contribuiscono anche a rafforzare l’immagine dell’azienda e la fiducia del lettore che, avendo trovato informazioni utili, è più propenso a tornare o addirittura a consigliare a terzi di rivolgersi a quel rivenditore.

Le pagine di approfondimento possono trattare diversi argomenti:

  • uno stile di moda (sportivo, trendy, elegante, …);
  • un genere di prodotto (cardigan, stivali, … simili alle descrizioni di categoria, ma più orientate a consigliare che a informare);
  • un trend del momento (gli “stivaletti texani” dell’esempio di prima, per dirne una).

Ad esempio:

Approfondimento

DOs & DON’Ts delle landing pages di approfondimento

Non c’è fine alle possibilità di creare delle landing pages di approfondimento. L’importante è linkarle con criterio nella struttura dell’e-commerce per assicurare che i visitatori più insicuri le raggiungano e vengano convinti dal loro potere informativo.

  • Sì alle pagine di approfondimento sulle categorie più visitare del vostro e-commerce;
  • Sì a pagine di approfondimento sulle tendenze del vostro settore (potete sfruttare anche il blog per questo, linkando articoli di approfondimento nei posts e viceversa).

5. Contenuti news o blogpost

Ogni brand che si rispetti ha qualcosa da raccontare periodicamente ai proprio clienti e anche a chi non ha ancora le idee chiare ma è in cerca di consigli e indicazioni per l’acquisto.

La differenza fra le pagine di approfondimento e il blog è lieve ma sostanziale: gli utenti sono diversi. Mentre le pagine di approfondimento si trovano sul sito e cercando di rimandare alla categoria giusta, il blog viene letto come una rivista, ci si aspettano consigli più generici e meno auto-riferimento al proprio e-commerce; il brand mette in luce il suo lato migliore e offre gratuitamente un assaggio della propria professionalità.

Blog

 

Non mancherà la possibilità di condividere con gli amici il contenuto della news e far conoscere, così, il nostro e-commerca anche alle connessioni dei nostri clienti.

DOs & DON’Ts del blog

  • Non trascurare il blog! L’inizio è sempre in sordina e i visitatori sono pochi, ma crescono con l’aumentare dei contenuti;
  • Non essere auto-referenziale! Basta il logo e il contesto a rimandare al tuo nome;
  • Sì ad una voce autentica dell’azienda che si prenda delle libertà pur di non passare in sordina;
  • Sì a sperimentare diverse tematiche, anche un po’ al di fuori del proprio target, su temi curiosi che mantengano vivo l’interesse del lettore.

Approfondiremo i trucchi relativi alla scrittura di ciascuno dei generi di contenuti citati nelle prossime settimane sul nostro blog. Per non perdere gli aggiornamenti puoi iscriverti alla nostra newsletter! Se invece sei impaziente di iniziare ad ottenere contenuti per il tuo e-commerce, scrivimi.

Info su Francesca Zadra

Francesca si destreggia a colpi di brain stormings fra le tendenze della SEO ed è anche per questo una delle voci più frequenti nel blog di greatcontent.
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